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Venti coltellate alla moglie Marfisi l’ha colpita al cuore

Eseguita l’autopsia anche su Letizia Primiterra: lacerazioni a un polmone Ieri mattina i funerali dell’amica Pezzella: applausi per l’ultimo saluto

ORTONA. Nell’androne della palazzina di via Zara, Francesco Marfisi ha ucciso la moglie, Letizia Primiterra, colpendola con venti fendenti, concentrati tutti nella zona toracica. È quanto emerso nel corso dell’esame autoptico di ieri, andato avanti per sette ore, dalle 7 alle 14, mentre nella parrocchia di San Giuseppe si svolgevano i funerali di Laura Pezzella, la seconda vittima di un giovedì Santo di orrore. A una settimana dal duplice femminicidio che ha sconvolto Ortona, il responso dell’autopsia eseguita sul corpo della 47enne conferma la ferocia con la quale ha agito il 50enne omicida. La donna è stata ammazzata con colpi d’arma bianca: venti coltellate - la metà delle quali a livello cardiaco - sono costate la vita a Primiterra, su cui il medico legale Pietro Falco ha riscontrato numerose lacerazioni cardio-polmonari. Tuttavia i risultati definitivi dell’autopsia si conosceranno fra almeno sessanta giorni.

Nel corso dell’esame sono stati effettuati anche prelievi di liquidi e materiale biologico per le indagini sul dna. Nonostante la violenza con la quale Marfisi ha agito, sua moglie ha comunque provato a difendersi, come dimostrano le lesioni riscontrate a una mano. Ma non ha avuto scampo di fronte alla furia omicida dell’uomo, che si è scagliato contro la coniuge sferrando venti coltellate all’ingresso della palazzina dove lei stava alloggiando. Pochi minuti l’uomo dopo ha raggiunto l’amica in contrada Tamarete, Laura Pezzella, uccidendola con cinquanta pugnalate davanti agli occhi dei figli di 7 e 8 anni. Poi l’assassino è risalito di nuovo sul suo Opel Mokka per tornare sul luogo del delitto iniziale, nei pressi del quale è stato arrestato. Non prima però di aver abbassato il finestrino della vettura quando si trovava ancora in contrada Tamarete e, visto il marito di Pezzella, gli faceva segno con la mano «di aver tagliato la gola a sua moglie», si legge nelle sette pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Chieti, Luca De Ninis.

Ortona è sotto choc, ancora incredula per l’atroce fatto accaduto. Ieri mattina è stato dato l’addio a Laura Pezzella. La disperazione dei suoi genitori è il simbolo di un dramma che ha scosso l’intera comunità. Piangevano straziati dal dolore il papà Giuseppe e la mamma Silvana Barbieri davanti alla bara della figlia massacrata con cinquanta pugnalate. È stata una cerimonia molto intima quella che si è tenuta nella chiesa di San Giuseppe, dove meno di venti giorni fa si sono celebrate le esequie di un altro giovane, l’imprenditore Gianluca Alfino, deceduto a causa di un malore improvviso, e dove per domani sono previsti, alle 10, i funerali di Letizia Primiterra. C’erano rose rosse sulla bara di Laura, che è entrata in chiesa seguita da Massimo Quartieri, il marito, e dai genitori. Presente anche l’avvocato Ilario Cocciola, il legale che assiste la famiglia Pezzella. Il parroco Giovanni Toglo ha rivolto ai familiari della defunta il cordoglio dell’arcivescovo Emidio Cipollone, aggiungendo come «il mio pensiero va alle vittime più piccole di questa follia che ha portato via Laura, ai figli di Massimo ai quali andava dato il meglio, l’amore di un padre ed una madre». E ancora: «Massimo e tutta la famiglia dovranno andare avanti, vi prego di mettere questi bambini in cima alle vostre preoccupazioni», ha continuato rivolgendosi ai diretti interessati. «Le ferite avranno bisogno di tantissimo tempo per guarire, ma non vi lasciate scoraggiare», ha proseguito il parroco prima di concludere sostenendo che «perdonare è faticoso, ma per la grazia di Dio praticare la misericordia è possibile. Non sarà oggi nè domani, ma un po’ alla volta la misericordia contagerà il nostro cuore». E all’uscita dalla chiesa un applauso ha salutato Laura per l'ultima volta.

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Pubblicato su Il Centro